Memoria, Legalità e Bellezza: le Classi Seconde incontrano Giulia Arnetoli

In occasione dell'incontro svoltosi il 29 aprile, l’auditorium della Scuola Secondaria di I grado “A. Spinelli” si è trasformato in un laboratorio di cittadinanza attiva e riflessione profonda.

Nell'ambito del Progetto Lettura d'Istituto, gli studenti e le studentesse delle classi seconde hanno accolto con entusiasmo la scrittrice Giulia Arnetoli, autrice del romanzo "Il vuoto alla finestra". L’incontro ha rappresentato il culmine di un attento percorso didattico che, nelle settimane precedenti, ha visto i giovani studenti impegnati nell'analisi delle tematiche civili e sociali legate alla strage di via dei Georgofili, affrontate in classe attraverso metodologie critiche e laboratoriali.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali rivolti all'autrice da parte del Dirigente Scolastico e dei docenti, che hanno dato il benvenuto all'ospite a nome di tutta la comunità scolastica. La parola è poi passata a Giulia Arnetoli, la quale ha delineato la trama narrativa della sua opera, ricordando che si tratta di un fecondo intreccio tra invenzione letteraria e accurata memoria documentaria, ma il cuore pulsante della mattinata è stato il dialogo diretto con gli alunni. Le loro domande, puntuali e appassionate, hanno trasformato il confronto in una riflessione condivisa sulla legalità, intesa non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana da coltivare sin dai banchi di scuola.

Il confronto si è fatto estremamente concreto quando l'attenzione si è spostata sulla tutela del nostro patrimonio artistico e culturale. Analizzando i danni causati dall'attentato del 1993, gli studenti hanno compreso che colpire i monumenti significa ferire l'identità stessa della nostra comunità. Da qui è emerso quanto la lettura sia uno strumento di conoscenza fondamentale: un vero antidoto contro l'ignoranza e l'indifferenza che nutrono l'omertà. I ragazzi hanno così riconosciuto che leggere non serve solo a migliorare le competenze di scrittura, ma è la condizione necessaria per rendere il pensiero autonomo e capace di rivendicare la propria libertà.

Particolarmente suggestivo è stato il richiamo alla figura del piccolo Giacomo, il protagonista del libro che dà un nome alla mafia chiamandola il "Mostro Rosso". Questa potente immagine letteraria ha permesso agli studenti di immedesimarsi nelle vicende narrate, percependo quel senso di "vuoto alla finestra" che segue la tragedia.

«Se si dimentica, si smette di lottare... l'ignoranza e l'indifferenza sono le armi più forti. Se siamo in tanti a conoscere, a sapere, a ricordare, allora siamo in tanti a lottare, tutti insieme». In queste citazioni del libro, hanno colto un invito diretto all'azione, valido non solo per i grandi eventi della storia, ma anche per la loro quotidianità. Nelle riflessioni emerse è stato ribadito che la lotta all'illegalità inizia con il rifiuto di ogni forma di prevaricazione e bullismo, imparando che rompere il silenzio di fronte a un’ingiustizia tra i banchi di scuola è il primo, fondamentale passo per diventare cittadini consapevoli.

L'incontro si è concluso tra il grande entusiasmo degli studenti e delle studentesse che, con un lungo applauso, hanno salutato l’autrice aggiungendo un tassello fondamentale al proprio percorso sulla legalità: fare memoria non significa solo guardare al passato, ma agire nel presente con coraggio, consapevoli che la giustizia è un traguardo da raggiungere insieme per diventare, ogni giorno di più, veri portavoce di un futuro di cambiamento.

giulia arnetoli
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