Giorno del Ricordo 2026 Scuola secondaria di primo grado A. Spinelli

Incontro con Claudio Bronzin testimone della strage di Vergarolla nell’ottantesimo anno dall’evento

In occasione dell’ottantesimo anniversario della strage di Vergarolla e in vista del Giorno del Ricordo 2026, due classi della nostra scuola la 3A e la 3C, con le loro insegnanti, hanno partecipato a un incontro di grande valore storico e umano con un testimone diretto di quella tragedia, oggi novantenne.

L’incontro col testimone fa parte di un percorso di approfondimento storico e di educazione civica promosso dal Comitato della memoria di Scandicci e inserito nell’offerta didattica di Stabilimenti creativi di Scandicci. Il percorso è iniziato nel mese di gennaio con una lezione di inquadramento storico culturale a cura della prof.ssa Daniela Velli, presidente dell’ANVGD di Firenze, e continuerà con la partecipazione all’evento dedicato alle scuole del territorio il 12 febbraio all’auditorium cittadino, in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo.

L’ospite è stato accolto come un vero e proprio libro vivente, in quanto protagonista di quelle vicende tanto a lungo taciute e riproposte all’attenzione collettiva anche grazie alla legge 92 del 2004 che istituisce il «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano- dalmata e della storia del confine orientale.

Attraverso la sua viva voce, i ragazzi hanno potuto ascoltare la narrazione di eventi che non si trovano nei manuali di storia, ma che appartengono all’esperienza vissuta e sofferta di un uomo, all’epoca dei fatti ancora dodicenne. Con grande lucidità e intensità emotiva, Claudio Bronzin ha raccontato non solo il dramma della strage del 18 agosto 1946, in cui lui stesso ha perso parenti e amici, ma anche il doloroso percorso dell’esodo, lo sradicamento dalla propria terra e la difficile integrazione in Italia, a Firenze tra nostalgia, fatica e desiderio di ricominciare.

Gli studenti hanno seguito il suo racconto con attenzione e partecipazione, comprendendo in profondità quanto la guerra abbia il potere di sconvolgere e scaraventare nel nulla intere esistenze in un attimo. Come ricorda Simone Cristicchi nel libro Magazzino 18: «Riappropriarsi della verità, anche di quella più scomoda, è l’unico modo per separare i buoni ideali dalle cattive azioni. Per commemorare, per partecipare davvero, però, è necessario prima sapere, bisogna ascoltare, non solo con l’orecchio ma col cuore». Ed è proprio questo ascolto profondo che ha caratterizzato tutto l’incontro in una sorta di comunicazione tra generazioni viva e autentica come un abbraccio.

Lo stesso abbraccio oggi dovrebbe unire tutti i popoli che abitano la comune casa europea, rappacificata dopo i due tragici conflitti mondiali. Come ha indicato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2024, esiste una strada di speranza per tutti noi che «disponiamo di un forte antidoto e dobbiamo consolidarlo e svilupparlo sempre più. La costruzione dell’Unione Europea ha rappresentato il ripudio della barbarie provocata da tutti i totalitarismi del Novecento e la concreta e valida direzione di marcia per guardare al futuro con fiducia e speranza». Oggi, infatti, «grazie alla comune appartenenza all’Unione Europea non vi sono più barriere o frontiere, ma strade e ponti. La diversità non genera più risentimento o sospetto, ma produce amicizia e progresso».

L’incontro ha rappresentato per la nostra scuola un momento unico, più che significativo, di riscoprire un capitolo doloroso della nostra storia nazionale e per i ragazzi un’occasione preziosa di crescita e riflessione, dimostrando come la memoria, quando viene ascoltata con il cuore, possa diventare uno strumento fondamentale per comprendere il passato e costruire un futuro più consapevole e rispettoso.

ric1  ric2